L’indirizzo IP

L’indirizzo IP è un codice numerico che consente di identificare un computer connesso ad Internet.
In poche parole è il vostro numero identificativo che avete sulla rete ogni volta che vi connettete.

E' costituito da quattro serie numeriche aventi al massimo 3 cifre, ciascuna delle quali è compresa tra 0 e 255. Queste 4 cifre hanno la dimensione di 8 bit (un byte) e il massimo numero che può raggiungere è 256:
(11111111 in base 2 = 255 in base decimale).

Un esempio di indirizzo IP può essere: 64.153.164.25
Generalmente le 4 cifre rappresentano:
- continente
- nazione
- provider
- utente
(questa scala veniva utilizzata nei vecchi provider)

Ora i grandi provider hanno "acquistato" determinati IP del tipo:
62.150.xxx.xxx
212.143.xxx.xxx
ecc.
in modo da avere i propri utenti con una parte di indirizzo IP uguale.

Un indirizzo IP si divide in:

- Ip statico
E' un indirizzo IP che rimane sempre uguale ad ogni connessione internet.
E' poco utilizzato in abbonamenti "provati", ma viene usato dai provider associandolo ad un sito web.
Infatti ogni volta che si entra in un sito, una sessione di telnet converte il nome del sito in un indirizzo IP (con il DNS)
e da li scarica le informazioni.

- Ip dinamico
E' un indirizzo ip che cambia ogni volta che si connette alla rete. E' ciò che succede a noi. E' utilizzato in quanto quando
un utente si sconnette dalla rete questo indirizzo può essere utilizzato da un altro utente (ciò limita notevolmente il numero
di indirizzi IP).

Gli indirizzi IP possono essere pubblici o privati. I primi vengono assegnati al computer dall'Internet Service Provider (il gestore del Vs. collegamento internet) in modo automatico ed univoco, nel momento in cui si stabilisce la connessione. Di conseguenza, non è possibile che due PC connessi a Internet abbiano lo stesso indirizzo IP.

Se il computer, oltre ad essere connesso a Internet è collegato anche ad una rete LAN (ovvero funge da gateway), disporrà anche di un indirizzo IP privato. All'interno di una rete non possono coesistere IP privati uguali. Possono essere invece presenti tanti IP privati uguali assegnati ai computer qualora questi ultimi appartengano a reti diverse. Entrambe le tipologie di indirizzo IP (pubblico e privato) possono essere a loro volta dinamiche o statiche.

Gli indirizzi IP pubblici sono in genere dinamici, cioè cambiano ad ogni connessione. In alcuni casi, gli ISP assegnano IP statici: si tratta, in sostanza, di IP che non variano ad ogni connessione, bensì rimangono immutati. In genere, questi IP vengono offerti sotto forma di servizio a pagamento.

Un computer necessita di un indirizzo IP pubblico statico nel caso in cui si debba offrire un servizio Internet, ad esempio una macchina su cui è installato un Server Web.

Gli indirizzi IP privati sono in genere configurati dall'amministratore di rete (ossia colui che gestisce la rete) in modalità statica. In pratica vengono assegnati manualmente e definitivamente secondo regole standard. Gli indirizzi IP privati sono dinamici se assegnati in modo automatico tramite un particolare software (Server DHCP). Essi possono cambiare tutte le volte che si accende il computer.

Per conoscere l'indirizzo IP di una macchina con piattaforma Windows è sufficiente digitare dal prompt di MS-DOS il comando ipconfig. In alternativa, è possibile affidarsi a programmi ad interfaccia grafica disponibili nell'area software di rete di questa sezione.

Gli indirizzi IP, come già menzionato, identificano un computer della rete in modo univoco. Per la verità identificano un'interfaccia di rete, quindi un host con più interfacce possiede più indirizzi IP.

Allo stesso tempo, però, l'indirizzo IP indica anche la rete a cui appartiene l'host. Tali informazioni sono indispensabili per i dispositivi che effettuano le operazioni di routing, cioè di instradamento dei pacchetti nella rete.

Come già accennato, l'indirizzo IP è composto da quattro serie numeriche aventi al massimo 3 cifre, ciascuna delle quali è compresa tra 0 e 255, ad esempio: 192.168.100.10. Quest'ultimo numero identifica l'indirizzo IP di un host ed è espresso in forma decimale. Ma come è noto, i calcolatori interpretano il sistema numerico binario (1 e 0). L'indirizzo IP è composto da 32 bit, o 4 byte di otto bit ciascuno. Il sistema numerico decimale è utilizzato semplicemente per facilitare la gestione degli indirizzi da parte degli amministratori di rete.

L'indirizzo IP è suddiviso in due campi: uno identifica la rete; l'altro l'host. Tale suddivisione ha portato alla classificazione degli indirizzi in tre classi principali (A, B, C), le quali si differenziano in funzione di quanti dei quattro byte identificano la rete e quanti l'host.

Di seguito un piccolo riepilogo.

Classe A: è rappresentata dagli indirizzi IP compresi tra 1.0.0.0 e 127.255.255.255. Il primo byte identifica la rete, mentre i tre byte succesivi identificano l'host. In questo modo si possono ottenere 127 reti costituite ciascuna da 16.777.216 host.

Classe B: è rappresentata dagli indirizzi IP compresi tra 128.0.0.0 e 191.255.255.255. In questo caso, la rete è identificata nei primi due byte, mentre i due successivi fanno riferimento agli host per un totale di 16.384 reti composte da 65.536 host.

Classe C: utilizzata per le reti più piccole, è composta dagli indirizzi compresi tra 192.0.0.0 e 223.255.255.255. In questo caso, l'host è identificato solo dall'ultimo byte mentre i primi tre rappresentano la rete. Pertanto, è possibile gestire 2.097.152 reti composte da 256 host.

Classi D ed E: utilizzate per scopi particolari. Gli indirizzi di classe D non identificano né la rete né l'host, bensì un indirizzo multicast: sono quindi utilizzati per le trasmissioni in multicast, dove un solo host trasmette e tutti gli altri ricevono. Gli indirizzi di classe E sono invece destinati ad un utilizzo futuro.

Le reti di classe A, B e C possono essere suddivise in sottoreti. Tale operazione, denominata Subnetting, viene effettuata sia per facilitare le operazioni di routing e di gestione degli indirizzi che per evitare sprechi nell'utilizzo degli indirizzi (che, come già detto precedentemente, sono una risorsa limitata con i sistemi di indirizzamento attuale, ovvero gli IPV4).

La suddivisione di una rete in due o più sottoreti si esegue attraverso la netmask, che stabilisce quali indirizzi IP possono essere usati nelle sottoreti.

Per la classe A, la subnet mask deve essere impostata a 255.0.0.0. Per la classe B, deve essere settata a 255.225.0.0. Per la classe C, che è la classe che sicuramente ci interessa di più, la subnet deve essere impostata a 255.255.255.0.

Quindi, se gli indirizzi disponibili vanno da 192.0.0.0 a 223.255.255.255 e la nostra rete di classe C possiede, ad esempio, un indirizzo IP 192.200.134.0, la maschera di sottorete dovrà essere impostata a 255.255.255.192. Per quanto riguarda le due sottoreti, alla prima può essere assegnato come gateway l'indirizzo IP192.200.134.0 (e alle macchine che la compongono gli indirizzi dal 192.200.134.1 al 192.200.134.126), mentre alla seconda può essere assegnato come gateway l'indirizzo IP 192.200.134.128 (e alle macchine che la costituiscono gli indirizzi dal 192.200.134.129 al 192.200.134.254). In questo modo, nonostante si possieda un solo indirizzo IP che identifica una rete composta al massimo da 256 host, è possibile creare virtualmente altre due reti.

Una piccola precisazione: all'interno di una rete locale connessa a Internet si può assegnare tranquillamente un determinato range di indirizzi IP privati che non vengono messi a disposizione dagli ISP al momento della connessione. Tali indirizzi vanno dal 10.000 al 10.254.254.254, dal 172.16.0.0 al 172.31.254.254 e dal 192.168.0.0 al 192.168.254.254. Quest'ultimo range è il più utilizzato nelle LAN e lo ritroveremo spesso nelle trattazioni pratiche. Anche in questo caso è importante ricordare che i primi tre byte designano la rete e l'ultimo byte indica l'host.

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